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Oct 10

Numerosi istanti a New York per ribadire il loro sostegno all’iniziativa marocchina d’autonomia al Sahara

Numerosi istanti a New York per ribadire il loro sostegno all’iniziativa marocchina d’autonomia al Sahara
10/10/2012

Istanti di tutte le regioni del mondo si sono dati appuntamenti da partire da questo martedì a New York per ribadire, dinanzi alla quarta commissione dell’ONU, la loro ‘‘fermo sostegno’’ all’iniziativa marocchina d’autonomia per il Sahara e perorare il diritto al ritorno alla madre patria dei Sahraoui sequestrati nei campi del Polisario.



Fra gli istanti che si sono succeduti martedì dinanzi alla commissione, si noteranno eletti e rappresentanti della società civile che hanno parlato del loro quotidiano nelle province del sud e della ragione per la quale ‘’hanno sempre sostenuto la marocanità del Sahara come continueranno a farlo’’.


Il presidente dell’ONG Stati Uniti Nancy Huff in occasione della quarta commissione dell’ONU

 Hanno anche evocato dinanzi agli Stati membri, in occasione di questo dibattito che continuerà fino a venerdì, i vari aspetti della questione, che si tratti della storia, della cultura, dello sviluppo e del presente siccome futuro di questa regione.

Fra i partecipanti, anche, di ex alti funzionari dell’ONU versati nell’argomento, degli universitari ed esperti, come pure le ONG internazionali che condivideremo le loro analisi sulla questione e dimostreremo dinanzi ai membri della 4a Commissione dell’ONU, la pertinenza dell’iniziativa marocchina sul Sahara qualificata “di seria e credibile„ dal consiglio di sicurezza dell’ONU e della fondatezza della marocanità del Sahara.


Il Pr Aymeric Chauprade in occasione della tenuta a New York della quarta commissione dell’ONU

 L’anno scorso, dinanzi alla stessa commissione, di numerosi partecipanti aveva deplorato ‘’la mancanza di volontà politica’’ pubblicata da alcune parti in attesa di risolvere questo conflitto che ha ostacolato il futuro dei popoli del Magreb e la loro ‘’ostruzione a qualsiasi processo di censimento nei campi’’, tuttavia un obbligo giuridico nei confronti del diritto internazionale.

Nella sua ultima risoluzione sul Sahara, nell’aprile scorso, il consiglio di sicurezza dell’ONU aveva nuovamente richiesto il censimento di queste popolazioni. Una chiamata fino là ha restato senza seguito!

Quest’anno, i lavori della quarta commissione si tengono in un contesto particolare segnato da una congiuntura regionale delle più inquietanti a causa dell’instabilità che prevale nella banda Sahelo-sahariana e che costituisce una minaccia seria per la sicurezza in particolare dei paesi del Magreb ed oltre. ‘’Implosione di uno Stato nella vicinanza’’

‘’Non è mai necessario avere l’implosione di uno Stato nella vicinanza„, ha sottolineato alla MAP Geoff Porter, specialista americano della Nordafrica in riferimento agli eventi in Mali, dove 50 pc del territorio è alle mani di gruppi armati. Per ciò gli costituisce ‘’un cattivo segnale’’ per la regione.

Infatti, le conseguenze destabilizzarici non riguardano soltanto il nord del Mali - una zona interessata dalla ribellione ed il terrorismo - ma tutta la regione, ritiene osservatori occidentali all’ONU, che ricordano a questo proposito il caso ‘’dell’infiltrazione del Polisario per Al Qaeda nel Maghreb islamico’’(AQMI), in allusione alla recente eliminazione di tre umanitari occidentali nei campi del Polisario.

Il settimanale ‘’Jeune Afrique’’ da sembrare questa settimana ha rilevato, da parte sua che la direzione del Polisario ‘’sembra avere perso ogni controllo sulla sua base’’.

Secondo un documento di sintesi dei servizi informazioni europei e magrebini sulla situazione al Sahara, citato dal settimanale, il dominio di gruppi islamisti sul nord del Mali ‘’ha creato una presa di aria ardua nella quale si inghiottono ogni giorno, da oltre sei mesi, delle centinaia di giovani reclutati’’ in particolare in provenienza dai campi del Polisario.

Mentre ‘’i rischi sono enormi’’, i partigiani di ‘’lascia -fare, disattenzioni’’ espongono i sotto-regioni ‘’ad un consolidamento delle basi delle organizzazioni terroristiche’’ che fanno florès ed il cui spettro si estende al di là della sotto-regioni, sottolineava recentemente alla MAP, un diplomatico occidentale all’ONU.

Di fronte a questa situazione inquietante, molte voci chiamano al pragmatismo, ritenendo che una soluzione negoziata basata sul realismo e lo spirito di compromesso alla questione del Sahara marocchino riveste un carattere prioritario nel nuovo ordine regionale nel Magreb, segnato da cambiamenti profondi e sotto la minaccia della nebulosa terroristica.

In questa prospettiva, l’iniziativa marocchina d’autonomia resta la soluzione più realistica a questo conflitto artificiale, ha sottolineato i partecipanti dinanzi alla quarta commissione.

Nel dicembre scorso, l’assemblea generale dell’ONU aveva approvato un progetto di risoluzione che ribadisce l’appoggio delle Nazioni Unite al processo di negoziati sul Sahara. In questa risoluzione adottata per consenso, l’assemblea generale aveva anche preso ‘’nota degli sforzi acconsentiti e degli sviluppi dal 2006’’, in riferimento, di nuovo, all’iniziativa marocchina di un’autonomia per la regione del Sahara.

Il Polisario opera con AQIM nel nord del Mali


Fonti:
 
Il portale politico del Sahara occidentale:
 www.corcas.com
 Il portale del Sahara occidentale:
www.sahara-online.net
 Il portale della cultura hassani:
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Il portale dello sviluppo economico nelle regione del sahara occidentale:
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Il portale dello sviluppo sociale nelle regione del sahara occidentale:
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Il portale delle città del sahara occidentale:
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Oct 08

Quattro membri della tribù Rguibat-lbihat decidono, dopo la loro visita a Smara, di tornare nei campi Tindouf

Quattro membri della tribù Rguibat-lbihat decidono, dopo la loro visita a Smara, di tornare nei campi Tindouf
08/10/2012

Quattro membri della tribù Rguibat-Lbihat, fra i beneficiari dell’operazione di scambio di visite familiari, hanno deciso di installarsi definitivamente nella madre patria e di non tornare nei campi Tindouf.



Si tratta della signora Guebboula Attaki Bent Mohamed (43 anni), sua figlia Fatima El Ghali Bent Mohamed Salem Khatri (24 anni), Said Ould Mohamed Lamine Ould Mohamed Ould Al-mokhtar (23 anni) ed suo fratello Al-Mehdi (20 anni).

Erano arrivati a Smara il 19 settembre scorso, nel quadro del 17esimo viaggio dell’operazione di scambio di visite sorvegliata dall’alto commissariato ai profughi tra le province del sud ed i campi di Tindouf, nel sud algerino.


Operazione di scambio delle visite familiari e ritrovamento dei sahrawi con i loro parenti

In un’intervista con la MAP, Mohamed Salem ha espresso la sua gioia del suo ritrovamento con la famiglia a Smara ed il suo ”grande sollievo” per avere posto fine al clavario subito per oltre tre decenni, che sottolineano avere preso questa decisione dopo avere constatato di visu l’aumento notevole che ha conosciuto la città di Smara ed il clima di sicurezza e di stabilità che regna nella madre patria.

”Tutti i Marocchini sahrawi sequestrati nei campi di Tindouf nutriscono la stessa speranza di tornare alla madre patria e fuggire le condizioni di vita crudeli, i cattivi trattamenti e l’insicurezza che vi prevalgono”, ha affidato il sig. Salem, uno dei dignitari delle tribù di Smara.

”La direzione del Polisario évertue da mantenere questo stato di dispersione familiare e di separazione tra i genitori ed i loro bambini”, si ha detto, che comunica che i suoi bambini che dovevano beneficiare di questa operazione di scambio di visite familiari sono stati convocati per condurre missioni militari negli accampamenti ”del Polisario” per impedirgli di tornare alla loro madre patria.

Ha anche raccontato come la sua coniuge è stato rapito nel 1979 a Madchar Errbib e condotta verso Tindouf, come numerose altre persone, sotto la minaccia di liquidazione di tutti i membri della sua famiglia.

Da parte sua il sig. Mohamed Saleh Ould Sid Al-alem El Idrissi si è rallegrato delle notizie del ritorno dei suoi cugini, Said e Lmehdi, qualificandolo di ”nuova nascita”.

Le condizioni di vita nei campi sono ”indescrivibili tanto sono grandi le sofferenze psicologiche ed umane e le privazioni dei diritti dell’uomo più elementari che sopportano le popolazioni”, ha deplorato, sottolineando che i dirigenti del Polisario sfruttano queste sofferenze per fare durare il conflitto del Sahara ed arricchirsi deviando gli aiuti umanitari destinati ai sequestrati.

Il Sig. Mohamed Saleh, sceicco di una tribù sahrawi a Smara, ha espresso la speranza che la questione sarà regolata per liberare i Marocchini trattenuti contro il loro gradimento nei campi e salvarli dei tormenti dei campi di Tindouf, notando che l’iniziativa marocchina d’autonomia rimane la soluzione adeguata a questa vertenza artificiale che non ha fatto che peggiorare la situazione di un grande numero di famiglie disperse.


Esodo massiccio dei Saharawi marocchini dagli accampamenti di Tinduf verso la madrepatria

 

 

Fonti:

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Oct 03

Una rivista africana dedica un posto importante nelle sue due edizioni all’autonomia ed al ruolo del Corcas nella cartella del Sahara

Una rivista africana dedica un posto importante nelle sue due edizioni all’autonomia ed al ruolo del Corcas nella cartella del Sahara
03/10/2012

African Caucus: la soluzione si trova nel processo di devoluzione raccomandato dal Corcas

”L’African Caucus”, rivista ”del centro indipendente della ricerca e dell’iniziativa per il dialogo” (Cirid), ha dedicato alla questione del Sahara, un posto importante nelle sue due edizioni dell’il 19 e il 25 settembre.



Un editoriale, un articolo sul ruolo del Consiglio reale consultivo degli affari sahariani (Corcas) ed un’intervista con il sig. Ahmed Mghizlat, membro del Corcas, hanno permesso alla rivista del Cirid di analizzare l’importanza della ricerca di una soluzione politica negoziata, fondata sull’iniziativa marocchina per l’autonomia al Sahara e la sua attualità per la sicurezza e la stabilità in Africa.


Moulay Ahmed Mghizlat all’ora dell’intervista a Ginevra

In un editoriale intitolato ”perché no? ”, il responsabile di questa pubblicazione, il sig. Deo Hakizimana, scritto: ”da quando ci siamo interessati ai dibattiti in corre sullo statuto d’autonomia di Sahara Occidentale, la questione ha mantenuto la sua pertinenza e la sua conflittualita nell’ordine del giorno politico africano attuale”.

L’autore dell’editoriale ritiene che ci siano due ragione per l’attualità della questione, una è storica, riguarda il fatto che il conflitto ”non sembra avere subito l’usura del tempo e resta un’attualità viva”.

La seconda riguarda la situazione regionale e riguarda il fatto che ”il futuro della regione sembra anche essere tuffato e nel vicolo cieco”.

A questo riguardo la rivista ritiene che per la regione ”la rinascita di una logica marziale, in una zona che si trova sotto alta tensione terroristica, sarebbe un incubo, anche per l’Europa mediterranea”.

Per superare questa situazione, ma anche riportare il Marocco “alla famiglia del OUA Unione africana”, che ”ha bisogno di trovare uno dei suoi. E non dei inferiori”, la rivista del Cirid ritiene che occorra sapere ”parlarne. Dialogare. Meditare. Trovare compromessi realistici e realizzabili”

E a questo proposito, ”il dialogo-possibile sulla questione dello statuto d’autonomia messo sulla tavola dal Marocco merita che vi si presta attenzione”, conclude l’editoriale.

Ciò riporta il dibattito sul ruolo che gioca e continua a giocare Corcas in questa cartella del Sahara.

Ricordando le condizioni e la data di fondazione del Corcas, con sua maestà il Re Mohammed VI, la rivista del Cirid segnala che il Consiglio ha per carico ”di sostenere la validità di una terza via per il Sahara Occidentale: quella dell’autonomia”, così come lo ha proposto il Marocco.

Oltre alle missioni di assistere sadomaso il re per la difesa dell’integrità territoriale e l’unità del regno, la promozione dello sviluppo economico, sociale e culturale delle province sahrawi e la preservazione della loro identità culturale, ”African Caucus” conclude che ”la soluzione al più vecchio conflitto territoriale dell’Africa si trova forse al termine del processo di devoluzione raccomandato dai membri del Corcas”.

Nell’intervista accordata, alla rivista del Cirid, il sig. Ahmed Mghizlat ritorna su queste missioni attribuite al Consiglio e considera che il piano d’autonomia sotto la sovranità marocchina è “una soluzione di compromesso che prevede competenze ampie per i Sahrawi, in particolare nel dominio dell’istruzione o della sanità”.

Il Sig. Mghizlat ritiene che per i Sahrawi loro anche ”la secessione sahrawi sia un miraggio; la costituzione di uno Stato in questa regione non sarebbe né realizzabile, né sostenibile. C’è soltanto il progetto d’autonomia che sia evidente e realizzabile”.

Il rappresentante del Corcas ricorda che ”è la prima volta che un paese Africano-o stesso arabo si propone di assegnare tale statuto d’autonomia.”

Ritiene che il Marocco ”dia prova di coraggio ed anche di prima-gardisme”, prima di ritenere che questo conflitto sia legato alla guerra fredda, in particolare quando ”alcuni paesi vicini al blocco dell’est, hanno strumentalizzato il conflitto allo scopo di privare il Marocco della sua frangia costiera che dà sull’Atlantico”.

Il Sig. Ahmed Mghizlat rappresenta il Corcas nell’ambito della delegazione del Marocco alla sessione del Consiglio dell’ONU dei diritti dell’uomo a Ginevra e pertanto partecipa ai lavori dell’esame periodico universale   della situazione dei diritti dell’uomo.

A questo proposito, interrogato sul passo marocchino in materia, segnala che ”l’approccio partecipe è stato quella del Marocco e del Corcas dal 2006”, in materia dei diritti dell’uomo.

Il centro indipendente da ricerca e di iniziative per il dialogo è un’istituzione africana ed internazionale che beneficia di uno statuto consultivo Ecosoc, presso le istanze delle Nazioni Unite a Ginevra.


Il Corcas ha sempre scritto in maiuscolo le Devoluzione nelle sue Sessioni

Fonti:

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Sep 19

La relazione del centro Kennedy una manipolazione dei diritti umani a fini politici (Lahcen Mahraoui, membro del Corcas)

La manipolazione della relazione Kennedy Centro dei diritti umani per fini politici (Lahcen Mahraoui, membro del Corcas)
18/09/2012

Il partenariato tra il centro Kennedy e gli attivisti del Polisario e fra loro Aminatou Haider, è sostenuto dall’Algeria

Il portavoce ”dell’Assemblea delle tribù sahrawi marocchini in Europa”(ATSME), Lahcen Mahraoui ,membro del Corcas, ha denunciato la natura’non-obiettiva, sbilanciata e distorta’della relazione preliminare di Robert f. Kennedy Centro per la giustizia e i diritti umani sulla situazione dei diritti dell’uomo nel Sahara per il fatto che occulta le gravi violazioni nei campi di Tindouf.



In una lettera aperta a Kerry Kennedy, Presidente del centro, pubblicato martedì a Parigi, il giovane ricercatore saharawi sottolinea che questa missione di osservazione che sosteneva di essere neutra e oggettiva, ‘ha completamente perso’ l’obiettivo dichiarato ed è un’operazione di ‘manipolazione dei diritti umani per fini politici’. Mahrawi ha concluso basandosi sui documenti che sono stati sottoposti ad esame (dati e le dichiarazioni del centro ed i suoi responsabili dal 2008), che la missione mira a ‘servire un’ agenda politica in collaborazione con l’Algeria e il fronte Polisario ed Aminato Haidar ,il suo unico motivo è l’impiego del dossier dei diritti umani per offuscare l’immagine del Marocco, a cui la comunità internazionale riconosce il suo indiscutibile progresso raggiunto in questo registro.

Mahrawi ha presentato in questa lettera aperta sulla base anche dei film video e dichiarazioni conclusive prove sull’esistenza di «un partenariato» (che è un termine usato dall’ufficiale legale principale di questo centro Boatia Stevens) stabilito da Kennedy Centro con Aminatou Haidar dal 2008. Ha scritto per il presidente Kennedy dicendo che ‘questo passo compiuto dal vostro centro non è oggettivo ricordando lei della complicità ’ ’ in particolare con il suo alleato in questo caso Susan Cholte presidente del (difesa Forum Foundation) che aveva supervisionato il premio per Haidar nel 2009 negli Stati Uniti alla presenza dell’ambasciatore d’Algeria, che lo ha ringraziato calorosamente come ospite d’onore al loro fianco in questa cerimonia a cui hanno partecipato rappresentanti del Polisario.

Mahrawi ha sottolineato l’accolienza speciale ricevuto da Haidar dato da parte di Kennedy durante la sua visita nel mese di agosto alla città di Laayoune il che ‘mostra chiaramente la sinergia tra il Kennedy Centro e Haidar e che rivela l’impiego dei diritti umani per raggiungere gli obiettivi politici più nascosti.

E l’Assemblea delle tribù sahrawi marocchini in Europa’ ha espresso il suo indignamento ‘dal palese pregiudizio’ che è apparente attraverso il feedback e le parole usate dal Kennedy Centro e di suo presidente che sono ben lunghi dall’essere una misione neutra ed onesta ‘. Mahrawi ha parlato in dettaglio delle azioni di Kennedy nel sahara marocchino , dove si è stabilita da Haider per incontrarsi con i rappresentanti delle associazioni e gli individui che sono solo a favore del Polisario .Ha protestato che il Presidente del Centro Americano non aveva incontrato dissidenti ed altre vittime del fronte Polisario nei campi di Tindouf.

In queste condizioni, come pretendere alla neutralità quando Kerry Kennedy dichiara a Tindouf che ”ha incaricato” la stessa Aminatou Haidar di raccogliere le prove delle donne che hanno secondo le informazioni subito violazioni di diritti dell’uomo in Marocco mentre questa stessa persona ”sostenuta generosamente” dal centro ”occulta la situazione allarmante delle nostre popolazioni sahrawi a Tindouf, sostenendo anche coloro che fanno durare questa situazione”.

Rimprovera anche a questa missione di non avere soffiato parola in Algeria, né delle estorsioni, né del soffocamento delle voci contestatarie che sono state allontanate su ordine di Mohamed Abdelaziz verso destinazioni sconosciute .

Si ricorda che ”numerosi contestatori ed oppositori a Mohamed Abdelaziz” avevano speranza di incontrare la delegazione ed hanno sfidato ai divieti ed il calore ”per potere dare l’allarme e sensibilizzare alla vostra delegazione sul loro calvario e sulle violazioni dei diritti dell’uomo di cui sono vittime da parte della direzione del Polisario”.

Citano così i membri di famiglie di prigionieri politici che stagnano nei carceri del Polisario, dei giornalisti recentemente allontanati dei loro posti, in particolare Karama Ould Dich, ”un dissidente notorio, che minacciava di consegnarvi una documentazione che compromette che mette in causa i rapporti d’affari punibili di alcuni responsabili del Polisario”.

In conclusione, la delegazione ”non ha colto o voluto cogliere l’occasione che gli è stata offerta di dare prova di neutralità e d’obiettività che riguarda la realtà dei diritti dell’uomo nelle province sahariane del Marocco e nei campi di Tindouf in Algeria”.

E di fatto, il centro Kennedy si è fatto il complice ”di una manipolazione dei diritti umani a fini politici” che l’Associazione delle tribù sahrawi Marocchine in Europa ”denuncia vigorosamente”, scrive ancora il suo portavoce.


Il video mostra che Kerry Kennedy del centro Robert F. Kennedy diffende e lode Aminatou Haidar

 

 

Fonti:

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Sep 18

Il consiglio participa all’undicisima sessione del consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite

Il consiglio participa all’undicisima sessione del consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite
12/09/2012

La Sig.ra Saadani Maouelainine  ha fatto una presentazione sui diritti dell’uomo nei campi di Tindouf

In margine della XXI sessione del Consiglio dei diritti umani, presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra, il Consiglio reale consultivo per gli affari sahariani ha partecipato Lunedì, 17 settembre, corrente, ad una tavola rotonda sul tema dei diritti umani nella zona del conflitto.



Una nuova opportunità per informare sulla situazione drammatica che vivono i sahrawi trattenuti nei campi del fronte Polisario a Tindouf sul territorio algerino.  Sig.ra Saadani Maouelainine rappresenta il Corcas a questa conferenza di dialogo interattivo ospitata dal ‘Congresso del Mondo Musulmano’ , con la partecipazione dell”’International OCAPROCE” per il Marocco.  In sua presentazione, la sig.ra Saadani deve dare una panoramica sulla situazione degradata dei diritti umani subiti dai sahrawi, che vengono sottoposti  alla presa dell’esercito algerino e delle milizie armate del fronte Polisario.


Onorevole Saadani Maouelainin in una sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra

Queste popolazioni sono completamente private, per più di 3 decenni dei loro diritti umani riconosciuti a livello internazionale, in particolare libertà di movimento, espressione ed Assemblea ed è una situazione preoccupante e pericolosa per l’Algeria, un paese ospitante, ha la responsabilità totale, come lei deve sopportare le conseguenze umane, sociali e di sicurezza per l’intera regione.    Questa conferenza è un’occasione, anche, per rinnovare l’invito per la comunità internazionale, nel cuore del Consiglio ONU dei diritti dell’uomo, durante la sua corrente XXI sessione che ha avuto luogo dal 10 settembre al 28 ottobre 2012, per sollevare il blocco di cui sono soggetto gli abitanti dei Tindouf campi, per consentire il loro censimento, come ciò che avviene in tutti i paesi d’accoglienza dei rifugiati.

Un’azione di censimento che metterà fine a questa situazione d’eccezione algerino irricevibile e unica negli annali della storia dei rifugiati e l’alto commissariato per i rifugiati.   Sig. ra Saadani deve richiamare nella sua dichiarazione, la prospettiva di un futuro migliore per i diritti umani che dovrebbe portare al raduno di sahraoui nella loro sola patria  grazie al coraggioso ed ambizioso progetto che rappresenta l’autonomia allargata delle province del sud sotto la sovranità marocchina.

Oltre alla sig.ra Saadani Maouelainine, i partecipanti alla tavola rotonda sono: la principessa Micheline Makou Djouma Presidente dell’organizzazione OCAPROCE e la sua rappresentante alle Nazioni Unite a Ginevra, New York e Vienna,il professore Alferd Zyas, esperto indipendente per la promozione della democrazia e la giustizia alle Nazioni Unite, sig. Barrister Majid Tramboo ,rappresentante permanente dell’organizzazione”IHRAAM”,la sig.ra Farzana Ahmed, ministro degli affari sociali nel governo della regione di Jammu e Kashmir, in Pakistan, sig. Ishtiyaq Hameed, un membro del Congresso delle libertà del Kashmir 'APHC - tutte le parti Hurriyet conferenza' e sig. Altaf Hussain Wani, giurista e coordinatore internazionale presso KIIR in Kashmir.


Video sul ruolo politico delle donne saharawi nel Regno del Marocco



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Sep 11

L’appello ai cooperatori spagnoli di evacuare i campi di Tindouf rinnovato (ministro spagnolo)

L’appello ai cooperatori spagnoli di evacuare i campi di Tindouf rinnovato (ministro spagnolo)
11/09/2012

L’appello ai cooperatori spagnoli di evacuare i campi di Tindouf resta ”mantenuto fino al miglioramento della situazione securitaria in questi campi”, ha affermato, lunedì a Rabat, il segretario di Stato spagnolo agli affari esteri, Gonzalo De Benito.



Allora di una conferenza stampa congiunta conil ministro delegato agli affari esteri ed alla cooperazione, Youssef Amrani, al termine di un’intervista tra i due responsabili, il Sig. De Benito ha segnalato che il suo paese ha raccomandato ai suoi cittadini di lasciare i campi di Tindouf, dopo la ricezione di informazioni sull’esistenza di minacce serie per la loro vita, che ricordano ”la prova difficile” che ha attraversato la Spagna nell’ottobre 2010, dopo il rapimento di due dei suoi cooperatori nei campi di Tindouf.


Il sig. Amrani e di Benito alla conferenza stampa al ministero degli esteri

Il Sig. De Benito ha aggiunto che il suo paese è preoccupato dal deterioramento della situazione securitaria nel Sahel in generale ed in Mali particolarmente, considerando la prossimità di questa regione con l’Europa, al suo ruolo d’esportatore dell’immigrazione clandestina ed ai focolari d’instabilità che ripara.

Tre ostaggi europei, due spagnoli ed un’Italiana, sono stati rapiti il 23 ottobre 2011 a Tindouf prima di essere ridotti il 18 luglio scorso nel nord del Mali, si ricorda.

In occasione di questa intervista, le due parti hanno discusso i mezzi per affrontare le minacce securitarie nella regione sahelo-sahariana.

A tal fine, i sigg. Amrani e De Benito hanno sottolineato, in una dichiarazione comune, la necessità di predisporre i meccanismi di coordinamento e di concertazione per cercare soluzioni durature a questa problematica.


Esperti internazionali ad una conferenza sui legami tra Polisario ed AQMI

Fonti:

 Il portale politico del Sahara occidentale:
 
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Sep 10

Una relazione preliminare parziale e squilibrata del centro Robert F. Kennedy

Una relazione preliminare parziale e squilibrata del centro Robert F. Kennedy
09/09/2012

Il centro Kennedy evita di evocare le violazioni dei diritti umani nei campi di Tindouf ed accusa con cattiva fede il Marocco
 
Quando ha autorizzato una delegazione ‘’del centro Robert F. Kennedy per la giustizia ed i diritti dell’uomo’’, a visitare le province del sud, in occasione di un round d’esplorazione della situazione dei diritti dell’uomo che doveva condurre gli attivisti del centro anche nei campi del Polisario a Tindouf in Algeria, il Marocco sapeva che era una visita da parte di un’istituzione che ha una posizione parziale e che non dispone delle condizioni d’obiettività, d’onestà, di rigore e di serenità.



Ma, il Marocco ha accettato con coraggio di aprire la porta al centro RFK, come alle altre ONG internazionali che dichiarano ricercare una soluzione al conflitto artificiale sul Sahara, poiché non ha nulla da nascondere. Al contrario, il Marocco, è un paese capo nel dominio fin da riforme politiche, dei diritti, economici e sociali, come lo riconosce la Comunità internazionale.

La delegazione americana non ha ritardato a mostrare la sua posizione prestabilita e contradittoria con le condizioni d’imparzialità ed obiettività, affrettandosi di pubblicare, immediatamente dopo la fine della sua visita dal 24 al 31 agosto, una relazione squilibrata, che ha fatto il vicolo cieco sulle posizioni unioniste delle parti ed attori che la delegazione americana ha incontrato, per limitarsi ad osservazioni riempite di accuse non fondate, su presunte violazioni dei diritti dell’uomo, di ostacoli alle libertà e di rigore securitario.
 


La delegazione americana del centro Roert Kennedy a Laayoune

Ciò ha indotto il governo marocchino a rilevare, martedì scorso, la precipitazione che ha segnato questo censimento sulla situazione dei diritti dell’uomo nelle province del sud ed i campi di Tindouf.

Lo squilibrio ed i pregiudizi sono ovvi in questa relazione di 11 pagine, poiché basta constatare che 8 pagine e mezzo sono dedicati alla visita della regione del Sahara marocchino, con in prologo, due pagine che portano una presa di posizione definitiva sulla questione del Sahara, che prende fa e causa per le tesi separatista del Polisario, mentre i campi di Tindouf hanno diritto soltanto a due pagine e mezzo.
 
Tutte le accuse sono portate senza che i dati siano verificati e la relazione si limitasse a ‘’noi abbiano ricevuto la prova’’ e ‘’abbiamo ricevuto i dati’’.

 Ed il più grave e che la relazione del centro RFK ha fondato su quest’affermazioni certezze definitive, mentre si tratta di una relazione preliminare.

Egli, ha anche indirizzato alle autorità marocchine, critiche, predicati e rivendicazioni che non sono conformi né al suo statuto che si rivendica dei diritti dell’uomo, né alla sua missione esplorativa.

 In opposizione con quest’ostilità ovvia contro il Marocco, la relazione ha limitato le sue osservazioni sulla visita della delegazione ai campi di Tindouf, in meno di 3 pagine, a manifestare la sua ammirazione entusiasta per il livello d’organizzazione della vita degli abitanti dei campi, alla libertà di circolazione di cui ha beneficiato la delegazione del centro, che si limita per la sofferenza degli abitanti trattenuti in questi campi da oltre 30 anni, ad evocare le condizioni difficile della vita, al calore, alla disoccupazione dei laureati, all’analfabetismo della donna ed alla necessità di più d’aiuto umanitario.

In materia dei diritti dell’uomo, la relazione ignora completamente l’esistenza d’oppositore al Polisario nell’ambito dei campi, dei dissidenti, di migliaia di persone che hanno fugito i campi per tornare in Marocco, per evocare soltanto danni che datano dell’epoca della guerra e che preoccuperebbe i Sahraoui, come pure della situazione di separazione di cui soffrono le famiglie, tra quelli che si trovano nei campi e quelli che si trovano nella regione del Sahara.

 Ed il più sorprendente di ciò che è definito relazione preliminare, è che la delegazione ‘’del centro Robert F. Kennedy’’, è ritornata con la certezza che i campi di Tindouf si facciano sbocciare nel pieno vantaggio dei diritti dell’uomo, non rilevando un solo caso di danno a questi diritti!

Sarebbe di un’ingenuità estrema di prendere per denaro che conta le conclusioni di questa relazione che garantisce che gli abitanti dei campi di Tindouf beneficiano di una vita organizzata e stabile a quali occorre appena aumentare gli aiuti umanitari che garantiscono il loro mantenimento sotto il gioco dell’Algeria ed il Polisario, sostenendo che questi abitanti aspirano soltanto a trovare una soluzione per le presunte violazioni scorse e presenti, dei diritti dell’uomo in Marocco!

 Nello stesso modo, sarebbe assurdo attendere la pubblicazione di una relazione qualunque giusta ed imparziale, da parte di questo centro che ha già pubblicato in passato una relazione anti-marocchina e che è conosciuto per il suo sostegno cieco al separatismo del fronte Polisario che sfrutta le sofferenze degli abitanti dei campi di Tindouf per garantire la sua sopravvivenza illegittima, nonostante la presenza di un’alternativa democratica e coraggiosa per uscire dalla situazione né di pace, né guerra, in questo caso l’autonomia allargata che garantisce il Marocco sotto la sua sovranità.

 
Amnesty International segnala la limitazione dell’accesso agli accampamenti di Tinduf

 

Fonti:

Il portale politico del Sahara occidentale:

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Jul 20

I campi di Tindouf: Una delle zone principale d’assunzione del kamikaz (giornale italiano)

I campi di Tindouf: Una delle zone principale d’assunzione del kamikaz (giornale italiano)
20/07/2012

I campi di Tindouf, in Algeria, sono una delle zone principali d’assunzione di bambini e di adolescenti destinati a fare la guerra e commettere attentati suicidi, ha scritto mercoledì il quotidiano italiano ‘’Il Folglio’’.



‘’Una delle zone principali d’arruolamento di bambini e di adolescenti per la guerra o l’esecuzione di attentati suicidi, è il sud dell’Algeria e più precisamente il territorio che ripara i campi sahraoui del polisario’’, sottolinea il giornale citando una fonte delle informazioni britanniche.

Questi bambini, aggiunge, sono abbandonati ‘’ad un destino senza futuro fatto di povertà e di violenza criminale’’. Si tratta ‘’di una realtà drammatica legata in particolare ai traffici di stupefacenti, degli armi e di esseri umani, che sta rovesciando la regione del Sahel tutta intera’’, solleva ‘’Il Foglio’’ sotto la piuma di Pio Pompa, uno specialista delle questioni di difesa.


Gli accampamenti di Tinduf sono un ambito importante del reclutamento di soldati, di bambini ed attentatori suicidi, disse il giornale italiano Il Foglio

‘’Basta pensare ‘’a Ansar Eddine’’ ( ) e ‘’al Mujao’’’ (movimento per Unicità e Jihad in Africa dell’ovest) di cui la parte principale delle forze di lavoro proviene dai campi sahraoui del Polisario’’ per spiegarsi la capacità d’assunzione e di penetrazione nel tessuto economico e sociale dei gruppi islamisti nella zona del nord del Mali, osserva la stessa fonte.

Il giornale cita anche in questo stesso quadro Al-Qaïda nel Magreb islamico (Aqmi) ‘’che può contare su un gruppo di jihadista che copre tutta la regione del Nordafrica’’, ritenendo che si tratta di un puzzle terroristico che tende ad allargare ed a consolidare ogni giorno un po’più la sua influenza.

L’articolo di Pio Pompa ha trovato eco in particolare sul sito del ministero italiano della difesa.


Bambini sahraoui sono stati impegnati nel sistema di Muammar El Ghaddafi

 

Fonti:
Il portale politico del Sahara occidentale:
 www.corcas.com
 Il portale del Sahara occidentale:
www.sahara-online.net
 Il portale della cultura hassani:
www.sahara-culture.com
Il portale dello sviluppo economico nelle regione del sahara occidentale:
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La posizione della Francia invariata sul Sahara e l’autonomia la sola base credibile dei negoziati (ministro francese)

La posizione della Francia invariata sul Sahara e l’autonomia la sola base credibile dei negoziati (ministro francese)
20/07/2012

Il ministro delegato agli affari esteri ed alla cooperazione, il sig. Youssef Amrani ha avuto un colloquio, giovedì 19 luglio 2012 a Rabat, con il ministro delegato francese incaricato dello sviluppo, il sig. Pascal Canfin, che effettua una visita di lavoro al Marocco.



In questa occasione, il sig. Canfin ha tenuto a ribadire che ‘’la posizione della Francia resta invariata riguardo alla questione del Sahara’’.

Questa posizione è a favore ‘’di una soluzione politica sotto l’egida delle Nazioni Unite e rispettosa delle risoluzioni del consiglio di sicurezza’’.

Il ministro delegato francese ha ,d’altra parte, sottolineato che ‘’il piano d’autonomia proposto dal Marocco è la sola base credibile sulla tavola dei negoziati’’, che respinge così tutta la confusione che la propaganda separatista ha voluto installare in occasione della visita del capo una diplomazia francese in Algeria.


Il Signore Canfin in incontro con il ministro marocchino delegato per gli Affari Esteri e la Collaborazione

Da parte sua, il sig. Amrani si è rallegrato per il partenariato ricco e profondo che collega il Marocco e la Francia. Questo partenariato, ha detto, è fondato su relazioni bilaterali eccezionali, che si basano su un’amicizia profonda e dei valori comuni che si traducono in particolare con una grande convergenza di opinioni sulle questioni regionali ed internazionali.

Il ministro delegato ha, d’altra parte, aggiunto che questo partenariato d’eccellenza si distingue in particolare con ‘’la fiducia reciproca, la complicità, la prossimità e l’intimità’’ che caratterizzano questa relazione singolare colpita dal sigillo dell’eccezione precisando che questo dialogo si iscrive nel quadro delle consultazioni regolari di alto livello tra Parigi e Rabat.

Al termine di quest’intervista, il sig. Amrani ha annunciato che nel quadro di questa consultazione regolare, il Marocco accoglierà prossimamente l’11esima riunione di alto livello.

Il ministro francese esprime la posizione della Francia sulla questione del Sahara

 

 

Fonti:
Il portale politico del Sahara occidentale:
 www.corcas.com
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Jul 19

Fox News mette davanti i progetti realizzati nelle province del sud ed indica gli scopi destabilizzatori del Polisario

Fox News mette davanti i progetti realizzati nelle province del sud ed indica gli scopi destabilizzatori del Polisario
19/07/2012

La catena americana d’informazione Fox News ha messo davanti, mercoledì, i progetti strutturali e gli investimenti di portata realizzati nelle province del sud ed ha indicato del dito gli scopi destabilizzatori del Polisario per la regione del Magreb e del Sahel.



”Le popolazioni sahraoui che vivono nel sud del Marocco si fanno sbocciare in un contesto di prosperità che offre opportunità economiche e sociali”, sottolineano i media americani, mettendo in evidenza la politica voluta dal Re Mohammed VI, che consiste nel garantire un flusso d’investimenti continui per questa parte del regno.

Questo sforzo d’investimento sarà maggiormente portato al massimo dal piano d’autonomia al Sahara sotto la sovranità marocchina, ha fatto osservare l’autore di questa analisi, Ahmed Charai, editore dell’edizione francofona della rivista americana Foreign Policy e membro del consiglio dell’amministrazione del Foreign Policy Research Institute.


Uno dei progetti per lo sviluppo nelle province meridionali del regno

La risoluzione della questione del Sahara sulla base di questa proposta presenta il vantaggio geostrategico di pacificare tutta la regione e taglia bruscamente alla collusione ed alla congiunzione d’interesse avverate tra il Polisario ed il gruppo terroristico di Al-Qaeda nel Magreb islamico (AQMI), sottolinea Fox News.

E di ricordare, in questo contesto, l’impegno l’anno scorso di militanti del Polisario presso le forze oneste al regime Kadhafi per sottomettere la rivoluzione e ricambiare le forze dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO).

Fox News sottolinea, d’altra parte, che una reale integrazione dei paesi del Magreb ”passa imperativamente per la risoluzione del conflitto del Sahara”, facendo osservare che i popoli della regione, che abbonda di ricchezze naturali, hanno tutto a guadagnare di tale dinamica creatrice di posti di lavoro e di prosperità.


Il Polisario ha partecipato in Libia al fianco di Muammar El Gadhafi alla repressione della rivoluzione

Fonti:

 Il portale politico del Sahara occidentale:

www.corcas.com

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 Il portale della cultura hassani:

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 Il portale dello sviluppo economico nelle regione del sahara occidentale:

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